SPIRALE CICLICA

Si corre soli. Si corre come cani senza guinzaglio in strade di paesini senza padroni. Eroi per giorni che se ne sono andati come faremo noi con le museruole sciolte, ma senza accorgerci. Ci saremmo portati bottiglie di vino rosso e penne scariche se avessimo saputo. Un cast di attori più che di eroi.

lunedì 10 maggio 2010

Dibattito - del Guccio e della disillusione col progredire della vita e l'avanzare dell'età

cos'è successo al guccio da 'amerigo' a 'metropolis' secondo voi?
trovo ci sia un salto o comunque un'evoluzione di stile. non parlo solo dal punto di vista musicale, ma mi interessa più che altro la sostanza delle tematiche, il 'sentire' che trasmette.

potrei sparare a vanvera (chiedo aiuto e confronto non a caso) ma mi dà la sensazione di un passo verso qualcosa di senz'altro ancor più intimista, ma come se si fosse passati da una chiave esistenzialista della vita ad una più nichilista.
per poi finire più avanti nel puro decadentismo (direi da signora bovary in poi) e seppur sia evidente una coerenza di fondo, è un salto mica da poco considerati gli esordi per lo più 'incazzusi' e soprattutto anche molto ironici. ora, è vero che il cinismo può essere anche molto divertente a suo modo (più sarcastico che ironico), ma qui mi sa che si tratta di un'evoluzione di sentimenti anche molto diversa proprio perchè pare molto intimista.

(anche perchè tra l'altro....e qui è il motivo del mio interesse..... mi sembra che analoghe dinamiche si avvertano scattare automaticamente e ciclicamente anche nel corso dell'esistenza umana di chiunque, molto molto spesso)

dicono che c'è da considerare il fattore età di cui la disillusione è un frutto: la caduta degli ideali, la fuga nel privato, un certo rampantismo, un mondo se vogliamo allo sfacelo che di per sè non sono di certo un toccasana per una sensibilità pronta al pessimismo e alla malinconia
----> mah. e anche se fosse: perchè questo automatismo che collega il fattore età a tutti questi altri fattori?

ci si concentra, dunque, sui propri fallimenti tanto che se ne influenza la propria poetica. e l'entusiasmo dei propri successi?

se il bilancio si basa sui fallimenti e le bastonate e la stanchezza accumulata, dove mettiamo speranza, fiducia, passione?

c'è anche da dire che come diceva lennon e ribadisce lui stesso si tende a scrivere quando non si è impegnati a vivere, quindi occorre pure contestualizzare la sua visione della vita a momenti di scrittura che pur non essendo sicuramente circoscritti e fini a se stessi (basti pensare all'approccio metafisico che lo contraddistingue), possono tendere ad essere più pregni di un certo lirismo malinconico-nichilista espresso più prepotentemente di quanto poi effettivamente si viva.

si considera un "naturale" "processo di crescita" dovuto all'avanzare dell'età, ma non si sa spiegare perchè e non se ne sembra più felici effettivamente.

e dove sta scritto che ci sia effettivamente più "incoscienza" nell'approccio considerato "giovanile"? chi ci dice che non sia da incoscienti quell' annichilamento progressivo e che la maggiore coscienza di sè e del senso della vita non si abbia maggiormente da piccoli?

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