a H.
Avevo pensato al vecchio paragone della rosa
ma poi no: tu non è che hai il fiore
e la spina: in te fiore e spina
sono una cosa sola. Bisogna trovare
il fiore nella spina
e la spina nel fiore.
Perché in te è la spina che fa il fiore
restando spina – e il fiore fa la spina
restando fiore. Sei magra come un ragno,
hai labbra grandi come un’africana
e ginocchia spellate.
Degli occhi non so dire:
te li ho guardati, però non so dire.
Preferisco non dire cose a caso.
Come certi animali di boscaglia
gridi però non ti lasci vedere.
Cerchi e non cerchi: non vuoi cacciatori
né giardinieri orgogliosi e premurosi.
Se ti s’aggrotta la voce su una lacrima
agiti tutte le foglie per confondere.
Sei una pianta non classificata.
Sì, ma fuor di metafora sei anche
la bambina che dipinge bottiglie
e manda cartoline a forma di pesce,
innamorata di musicisti e artisti
e a tratti di te stessa (ma non sempre
l’amore è ricambiato): sei la donna
nata lontano, timida nei baci
e nel meravigliarsi – così forse
un poco mi assomigli
e qualcosa capisci e capisco, però
preferisco non dire cose che già sai.

Carlo Molinaro - 2010
come mi piacerebbe ricevere una cartolina a forma di pesce !
RispondiEliminaSi mandano cartoline a forma di pesce, poi ci si perde come pesci muti. Strane cose. Io che ho amato e forse ancora amo questa ragazza qui, Helen che non vuole un rapporto aperto, gli amici che ci sono o non ci sono. Ne mandavo di cartoline, una volta, molte, e ne ricevevo. Ma ora tutto ciò sembra in disuso.
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